[il cielo forse]
ormai odio anche la tua pelle, le tue mani.
i tasti del pianoforte li pigi come se dovessi
punirli per qualche cosa. ora sono tutti neri.
mi canti una canzone? ma quale. se il ritmo che fai
è uguale a tutto il resto. dev’esserci qualcos’altro
qualcosa di più grande e di più facile dell’amore
mi dico, qualcosa che non morde e non fa né vuole
promesse. e non mente né ti chiede niente di niente.
il cielo, forse. ma il tuo cielo, il nostro, è senza stelle
senza nuvole senza aquiloni senza gabbiani senza niente:
pezzi d’azzurro si staccano piano, vengono giù
insieme al sole alla luna: più che un cielo è uno sfacelo.
(2008)
(img via missmarlablu)