[pagina di diario scritta su un materasso]
non sarà questo capello a trarmi in inganno
a fregarmi. la virgola che fa sul tavolo non
separa due parole, ma le tue dita dalla mia
testa. sembra una cosa che è là da molto
tempo e da molto tempo aspetta che ci si
ricordi: di lui, dell’origine, del campo di
forfora da cui è fuggito. non sarà sapere
da dove viene a risolvere la questione, a
dare un nome a questa cosa che non ha
nome più e che una volta conoscevo così
bene. amore me lo chiami, me lo chiamavi
ma non ne sapevi niente, come il vetro
oblungo della lampadina ignora cosa sia
la luce che contiene. non sarà questo
capello, non sarà il giorno più bello a
salvare tutti gli altri, ma io ci provavo;
mai ora ci provo. cos’è che mi frega:
una cartolina trovata per caso fra le
pagine di un libro, la calligrafia ben nota
e conosciuta appena, le impronte tue
tutte quante mai andate via, sulla mia
schiena.
(2009)
(img via neverneverland)